«Cosa faccio se mi succede qualcosa e sono solo in casa?»
ANGELIA offre una risposta.
ANGELIA è un modo nuovo di non essere soli. Funziona per chiunque: persone che vivono sole, coppie che non sono sempre insieme, famiglie con genitori lontani, comunità che vogliono prendersi cura dei propri membri.
È una presenza discreta che si attiva solo quando serve, basata sul principio più antico delle comunità umane: il mutuo soccorso.
È una rete di attenzione costruita su persone reali — scelte da te — disponibili ad accorgersi se qualcosa cambia. Non una relazione obbligatoria, ma una possibilità reciproca, mai automatica.
ANGELIA apprende i tuoi ritmi: orari, abitudini, la tua normalità quotidiana.
Finché tutto è coerente, resta in silenzio. Non spia, non controlla. Questo silenzio è una buona notizia.
Se qualcosa cambia, contatta le persone del tuo nido con una chiamata o un messaggio. Solo se nessuno risponde, e solo se necessario, si arriva ai servizi di emergenza.
ANGELIA non crea relazioni. Riconosce quelle che esistono già e le rende affidabili nel tempo.
Un nido è un gruppo di persone — da 2 a 18 — che dichiarano la propria disponibilità reciproca a prestare attenzione. Non assistenza, non controllo, non presenza continua. Solo la disponibilità ad accorgersi, se qualcosa cambia.
Un nido può essere una coppia, una famiglia, un gruppo di amici, una comunità informale. ANGELIA non lo inventa: lo sostiene.
Chi non ha un nido può comunque entrare in ANGELIA. È necessario:
La distanza geografica non conta: il primo contatto è sempre una chiamata o un messaggio, mai un intervento fisico.
ANGELIA non sostituisce i servizi sociali, non è assistenza domiciliare, non è un sistema automatico. È uno strumento che rende più solido il mutuo soccorso tra persone che hanno scelto di esserci l'una per l'altra.
Se ANGELIA rileva segnali inequivocabili di pericolo immediato, salta ogni passaggio e contatta direttamente il 112. Questa è un'eccezione assoluta, non il flusso normale.
ANGELIA non promette reinserimento sociale. Ma il mutuo soccorso, praticato nel tempo, lo favorisce naturalmente. Chi sa di poter contare su qualcuno — e sa che qualcuno conta su di lui — torna a sentirsi parte di una comunità. Non è un obiettivo: è una conseguenza.
ANGELIA non funziona da sola. Funziona perché esiste una disponibilità umana reciproca, dichiarata prima che serva.
Tocca per scoprire come ANGELIA interviene in situazioni concrete.
Maria e Lucia sono amiche da trent'anni. Si sentono ogni due o tre giorni, si tengono d'occhio a vicenda. Non è un'organizzazione formale — è un'amicizia. Insieme formano un nido.
ANGELIA sostiene quel nido. Una mattina Maria non risponde ai suoi ritmi abituali. ANGELIA chiama Lucia. Lucia la richiama, scopre che Maria ha solo un raffreddore e dorme. Nessun allarme, nessun 112. Solo un'amicizia resa più affidabile.
Marco e Giulia hanno 40 anni, stanno bene. Non pensano all'emergenza, ma quando uno dei due è fuori città, sapere che qualcuno potrebbe accorgersi se qualcosa andasse storto li fa sentire più tranquilli. Il loro nido include anche la sorella di Giulia e un vicino.
ANGELIA veglia in silenzio. Se un giorno Giulia non risponde alla sua routine, ANGELIA chiama prima Marco, poi la sorella, poi il vicino — nell'ordine che hanno scelto. Nessun allarme inutile. Solo una rete di attenzione già dichiarata.
Giovanni ha avuto un leggero capogiro. Non si sente abbastanza male per chiamare il 112, ma non vuole restare solo con il dubbio. Il suo nido include il figlio e una vicina.
Giovanni attiva una richiesta di attenzione dall'app. ANGELIA chiama la vicina, che era già stata indicata come primo riferimento. Parlano. Insieme decidono se serve altro. Il 112 resta disponibile, ma non è il primo passo. Giovanni non è più solo con il suo dubbio.
Rosa, 80 anni, vive a Clusone. I figli sono a Milano e Londra. Vorrebbero sapere che sta bene, ma senza assillarla con chiamate quotidiane che la fanno sentire "sorvegliata". Il nido è formato da Rosa, i due figli e una vicina.
ANGELIA veglia in silenzio. Se tutto va come al solito, nessuno viene disturbato. Solo se qualcosa cambia, ANGELIA chiama prima la vicina, poi i figli — nell'ordine che Rosa ha scelto. Rosa mantiene la sua autonomia, i figli la loro serenità.
In un paese di montagna vivono otto anziani soli, seguiti dai servizi sociali del comune. L'assistente sociale li conosce, li visita periodicamente. Ma tra una visita e l'altra, nessuno veglia.
I servizi sociali propongono a ciascun anziano di formare un nido. L'assistente sociale entra nel nido come riferimento, insieme a un vicino o un volontario. ANGELIA non sostituisce i servizi: li integra. Tra una visita e l'altra, il mutuo soccorso continua.
Dodici soci di una bocciofila si conoscono da anni. Si vedono tre volte a settimana, si accorgono se qualcuno manca. Ma fuori dalla bocciofila, ognuno torna a casa sua.
Decidono di formare un nido. Non cambiano nulla delle loro abitudini, ma ora ANGELIA può attivare quel mutuo soccorso anche quando non sono insieme. Se uno di loro non risponde ai suoi ritmi, ANGELIA chiama gli altri. Non un'organizzazione nuova — solo una rete già esistente, resa più affidabile.
Luigi vive solo, non ha famiglia vicina, non frequenta comunità. Non vuole chiamate quotidiane, non vuole relazioni da "reggere". Ma vuole sapere che, se qualcosa va storto, qualcuno se ne accorgerà.
Luigi si iscrive al registro dei disponibili e accetta di essere accoppiato. Viene abbinato a Teresa, che vive in un'altra città ma ha dichiarato la stessa disponibilità. Non si conoscono, non si parlano ogni giorno. Ma se ANGELIA rileva qualcosa di anomalo, chiama Teresa. E Teresa, se un giorno avrà bisogno, sa che ANGELIA chiamerà Luigi. Mutuo soccorso tra sconosciuti che hanno scelto di esserci.
ANGELIA vuole cambiare una cosa sola:
una società che si accorge delle persone solo nell'emergenza,
in una società che si accorge prima, con rispetto.
ANGELIA non promette di guarire,
non promette compagnia,
non promette assistenza continua.
Promette che anche chi è solo, fragile o malato non sia mai completamente invisibile, nemmeno quando la rete non c'è.
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